Tour de France 2026, Top/Flop del giorno

La nostra consueta rubrica che traccia il bilancio della giornata appena conclusasi al Tour de France 2026.

  • Mathieu Van Der Poel (Alpecin – Premier Tech): Dopo qualche giorno anonimo, il neerlandese coglie il suo terzo successo di tappa al Tour de France in carriera con un numero dei suoi. Possente nel portare fuori la fuga di giornata, caparbio nell’insistere anche con condizioni non favorevoli, trova ancora le energie sufficienti per vincere la volata finale, nonostante fosse marcato da tutti. Un’ennesima lezione della sua classe, anche in una giornata non facilissima, in cui ha dovuto resistere al ritorno di un gruppo quanto mai determinato.
  • Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility): Non è certo il favorito tra gli uomini della fuga di giornata, ma il norvegese è l’ultimo ad arrendersi allo sprint impressionante di Van Der Poel. Primo a rientrare sul neerlandese nell’azione sull’ultimo GPM di giornata, il classe ’99 collabora il giusto nell’azione decisiva, pur su un percorso adatto a scattisti come MVDP e Pidcock. In una tappa del genere, contro avversari del genere, non avrebbe potuto raccogliere di più.
  • Filippo Ganna (Netcompany INEOS): Quinto posto finale con anche qualche rimpianto, legato più alla gestione della corsa della sua squadra (e di alcune altre formazioni) che a demeriti personali. Il piemontese supera bene le difficoltà altimetriche della tappa e si fa trovare pronto nella volata di gruppo, dove si mette alle spalle nomi importanti come Mads Pedersen e Michael Matthews. Peccato che il successo di giornata era già sfumato sei secondi prima, ma la gamba c’è e può portare a risultati ancora più importanti.
  • Lidl-Trek: Dopo qualche capolavoro tattico arriva una giornata non eccezionale. Nonostante la giornata storta di Vacek, scelgono di mandare in fuga le uniche due carte rimaste a disposizione, vale a dire Quinn Simmons e Derek Gee. Entrambi sembrano risparmiare abbastanza le energie, ma non rimangono davanti quando Van Der Poel lancia l’azione decisiva. A quel punto la formazione tedesca si mette a servizio di Mads Pedersen per provare a costruire una volata di gruppo, ma l’inseguimento non va in porto. Tante energie spese per portare a casa un sesto posto di tappa: con un’idea tattica diversa, forse, sarebbe arrivato di più.
  • Lennert Van Eetvelt (Lotto – Intermarché): La bocciatura arriva dopo la candida ammissione ai nostri microfoni di essersi lasciato sfilare dagli altri fuggitivi perché convinto che il gruppo sarebbe riuscito a rientrare. Il belga, che avrebbe avuto le gambe quanto meno per essere nel gruppo di testa fino alla fine, rinuncia così alla possibilità per lottare per un successo di tappa difficile, certo, ma non impossibile. Un errore di valutazione difficile da comprendere, alla vigilia di un giorno di riposo in un Tour de France in cui né lui né un suo compagno di squadra punta alla classifica generale.
  • Marc Hirschi (Tudor Pro Cycling): Prendiamo lui come rappresentante di tutta la categoria dei “vorrei ma non posso” in quest’edizione del Tour de France. Nessuno discute il talento e la buona volontà dello svizzero, che oggi riesce anche a entrare nella fuga giusta, salvo poi perdere contatto abbastanza presto. Due o tre anni fa ci saremmo chiesti se in uno sprint di questo genere avrebbe potuto battere Van Der Poel e Pidcock, oggi perde contatto a 70 km dall’arrivo insieme a corridori molto meno quotati di lui su questo tipo di percorso. Di certo non è la sua stagione migliore.

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